Come ogni censore dei costumi che si rispetti, anche un censore dei consumi energetici non può mai mandare in vacanza, anche e soprattutto quando viene ospitato per una settimana in una delle più rinomate catene di hotel 5 stelle, lo Sheraton di Hohhot (capoluogo della Inner Mongolia con 2 milioni di abitanti).
Pensavano forse di blandirmi con la ricchezza del buffet della colazione, senza immaginare che io proprio da lì avrei iniziato la mia feroce reprimenda sugli sprechi energetici dell'hotel: il tostapane, efficacemente immortalato da Alberto in uno dei suoi reportage "dal basso", era in grado di abbrustolire in pochi secondi e su due lati fette di pane spesse 2 cm e rimaneva acceso initerrottamente per l'intero orario di apertura del ristorante per la colazione, almeno 3h, con o senza pane da tostare! Quanti km2 di pannelli fotovolatici sarebbero necessari per alimentare un simile mostro?!?!?
Ma il tostapane lo si potrebbe giustamente ritenere solo un dettaglio... e quindi passiiamo a guardare la dotazione energetica delle circa 400 camere di cui si componeva l'albergo: la porta si apre con la ormai comune tessera magnetica e, una volta entrati, verrebbe spontaneo cercare la fessura in cui inserire la tessera stessa per poter accendere la luce, ma... la fessura risulta già occupata stabilmente da un'altra apposita tessera! Ed ecco quindi invalidato anche questo semplice espediente per tagliare i consumi elettrici quando la camera è vuota; se ci si dimentica la luce accesa, non ci sarà nessun meccanismo automatico che toglierà corrente.
Ma sicuramente gli ospiti cinesi sono molto attenti a questi aspetti e quindi ci si può rilassare concedendosi una bella birretta estratta dal frigobar.... ma ops, guarda un po', la birretta non è poi fresca come me la sarei aspettata! Si può in effetti notare come il parallelepipedo del frigobar sia inserito all'interno di un apposito mobiletto di legno fatto su misura, misura presa anzi con estrema precisione, poiché intorno al frigo rimane solo 1 cm di aria e il fondo del mobile è bello chiuso quindi NESSUNA VENTILAZIONE è possibile e il frigo risulta inserito in una specie di sauna.
Basta, non se ne può più, vado in bagno a rinfrescarmi un po! Ma dov'è l'interruttore per la luce del bagno? Ah già, dove altro potrebbe essere se non ben lontano dall'ingresso dello stesso? Una volta trovato e accesa la luce, vengono abbagliato dall'accensione contemporanea di almeno 6 punti luce, che non possono essere comandati separatamente e quindi o ti abbagli o stai al buio, nessuna via di mezzo.
Ma forse i progettisti avevano in effetti pensati ad una soluzione per questo problema, creando un finestrone che lascia entrare in bagno la luce naturale che entra dalla finestra della camera... peccato solo che questo finestrone non si possa oscurare completamente e quindi se di notte ti devi alzare, non c'è modo di evitare che l'illuminazione a giorno del bagno trapeli abbondante anche nella camera, svegliando automaticamente tutti gli altri dormienti!
Basta, mi arrendo, inizio a rivalutare la (non) gestione energetica degli edifici italiani.

Nessun commento:
Posta un commento