giovedì 16 giugno 2011

Tu chiamala se vuoi.... regressione!

Ed ecco che, rientrati a Milano, Alberto si prende finalmente la tanto agognata rivincita sul neofratello: "ora sul passeggino ci vado io!"
 
Ma sarebbe troppo facile etichettarla come semplice "regressione" solo perchè, oltre a questo storia del passwggino, il nostro ha anche voluto riprovare a bere dal bicchiere con manici e beccuccio oppure è stato tentato di infilarsi un pannolino del fratello.... in realtà il nostro ometto è cresciuto davvero tanto in questi ultimi due mesi.
Tanto per fare un esempio: ha ormai iniziato a porsi/ci disinvoltamente domande su cosa viene prima che nasciamo e dopo che muoriamo e.... questa sera abbiamo finito col dover parlare di reincarnazione e di che cosa avrebbero potuto essere mamma e papà prima di nascere come bimbi ;-) Beh, la risposta mi è venuta spontanea: "Papà nella vita precedente era senz'altro un'aquila [da dove sennò sarebbero potuti venire tanto acume visivo e intellettuale? ndr] mentre la mamma sarà stata senz'altro un'ochetta!"

mercoledì 15 giugno 2011

I RACCONTI NON SONO FINITI! Insostenibilità a 5 stelle

[Non credevate mica che avessimo finito di raccontarvi la nostra avventura cinese?!?]

Come ogni censore dei costumi che si rispetti, anche un censore dei consumi energetici non può mai mandare in vacanza, anche e soprattutto quando viene ospitato per una settimana in una delle più rinomate catene di hotel 5 stelle, lo Sheraton di Hohhot (capoluogo della Inner Mongolia con 2 milioni di abitanti).

Pensavano forse di blandirmi con la ricchezza del buffet della colazione, senza immaginare che io proprio da lì avrei iniziato la mia feroce reprimenda sugli sprechi energetici dell'hotel: il tostapane, efficacemente immortalato da Alberto in uno dei suoi reportage "dal basso", era in grado di abbrustolire in pochi secondi e su due lati fette di pane spesse 2 cm e rimaneva acceso initerrottamente per l'intero orario di apertura del ristorante per la colazione, almeno 3h, con o senza pane da tostare! Quanti km2 di pannelli fotovolatici sarebbero necessari per alimentare un simile mostro?!?!?

Ma il tostapane lo si potrebbe giustamente ritenere solo un dettaglio... e quindi passiiamo a guardare la dotazione energetica delle circa 400 camere di cui si componeva l'albergo: la porta si apre con la ormai comune tessera magnetica e, una volta entrati, verrebbe spontaneo cercare la fessura in cui inserire la tessera stessa per poter accendere la luce, ma... la fessura risulta già occupata stabilmente da un'altra apposita tessera! Ed ecco quindi invalidato anche questo semplice espediente per tagliare i consumi elettrici quando la camera è vuota; se ci si dimentica la luce accesa, non ci sarà nessun meccanismo automatico che toglierà corrente.
Ma sicuramente gli ospiti cinesi sono molto attenti a questi aspetti e quindi ci si può rilassare concedendosi una bella birretta estratta dal frigobar.... ma ops, guarda un po', la birretta non è poi fresca come me la sarei aspettata! Si può in effetti notare come il parallelepipedo del frigobar sia inserito all'interno di un apposito mobiletto di legno fatto su misura, misura presa anzi con estrema precisione, poiché intorno al frigo rimane solo 1 cm di aria e il fondo del mobile è bello chiuso quindi NESSUNA VENTILAZIONE è possibile e il frigo risulta inserito in una specie di sauna.

Basta, non se ne può più, vado in bagno a rinfrescarmi un po! Ma dov'è l'interruttore per la luce del bagno? Ah già, dove altro potrebbe essere se non ben lontano dall'ingresso dello stesso? Una volta trovato e accesa la luce, vengono abbagliato dall'accensione contemporanea di almeno 6 punti luce, che non possono essere comandati separatamente e quindi o ti abbagli o stai al buio, nessuna via di mezzo.
Ma forse i progettisti avevano in effetti pensati ad una soluzione per questo problema, creando un finestrone che lascia entrare in bagno la luce naturale che entra dalla finestra della camera... peccato solo che questo finestrone non si possa oscurare completamente e quindi se di notte ti devi alzare, non c'è modo di evitare che l'illuminazione a giorno del bagno trapeli abbondante anche nella camera, svegliando automaticamente tutti gli altri dormienti!

Basta, mi arrendo, inizio a rivalutare la (non) gestione energetica degli edifici italiani.

mercoledì 25 maggio 2011

"Pronto Houston? Avete un problema....

...sto arrivandoooooooo!
Pensate forse che far eruttare un vulcano islandese sia sufficiente a fermarmi!?!?!
Terremoto e tragedia stanno arrivandoooooooo!"

Jie il Terribile


SS(S)SC1

=So' Strani (ma Simpatici) 'Sti Cinesi, parte 1

A quanto abbiamo capito, la raccolta differenziata dei rifiuti è delegata in larga misura ad attività volontaria di persone che raccolgono direttamente nei cestini della spazzatura indifferenziata e riempiono sacchi enormi di materiali omogenei, che poi vengono caricati all'inverosimile su queste "bici immondizia"........
 





Prime prove di "affratellamento"

Che siano i primi segni della rassegnazione o qualche barlume di "simpatia fraterna", fatto sta che Alberto inizia ogni tanto a tollerare il neofratello e a fare qualcosa con lui:
  • andare insieme a chiedere il conto in cinese al ristorante
  • prenderlo in braccio per evitare che si ficchi in qualche guaio
  • guardare insieme a lui fuori dal finestrino del metro.... 
Se son rose... fioriranno?

martedì 24 maggio 2011

L'illuminazione del Buddha

e fu così che, dopo avere a lungo meditato sulla propria ciotola di riso, il piccolo Buddha ricevette il dono del terzo (e del quarto) occhio!

lunedì 23 maggio 2011

Esotici

Sarà che non abbiamo gli occhi a mandorla? Sarà che siamo due bianchi e due neri? Sarà che siamo una famiglia con ben due figli in un paese in cui, ahi loro, questo è un lusso che in pochissimi si possono permettere? Forse sarà anche una combinazione di tutti questi fattori... fatto sta che nelle nostre gitarelle per Pechino non abbiamo un attimo di pace.
Questa volta non si tratta dei bimbi siano sempre scatenati, in quanto prima o poi la stanchezza o la fame arriva anche per loro, ma è che siamo troppo esotici!

In generale i cinesi dimostrano di avere una passione forsennata e tanta curiosità per i bambini: Sarà forse un effetto collaterale della politica del figlio unico, fatto sta che c'è proprio un generalizzato riflesso condizionato a spiare sotto le capotte dei passeggini... la passione nasce quindi prima ancora quindi di vedere come il bambino sia fatto!
Alberto in ogni caso poi piace tantissimo ed é sempre richiesto nelle foto per lo più da ragazze ma anche da genitori che gli ammollano vicino il loro pargolo e scattano, ma anche nonne che si sdilinquiscono e anche da signori dalla mezza età in su. Ieri l'entusiamo al parco Bei Hai é stato tale che un signore l'ha addirittura preso in braccio per farsi fotografare insieme... un po' perplesso, Alberto ha in ogni caso tollerato queste effusioni forzate, dimostrando un grado di sopportazione davvero invidiabile.

Didi ovviamente incuriosce perchè é bianco e la stessa popolazione di cui sopra richiede anche lui ugualmente nelle foto!

Tutta questa popolarità all'inizio ci divertiva ma ora inizia a stufare anche perché, se pure le intenzioni sono buone, finisce che le manifestazioni di entusiasmo sono per i nostri gusti troppo invadenti. La scena ormai si ripete così: siamo in un parco e ci fermiamo per riposarci,  bere e magari per il pranzo al sacco. I passanti incuriositi iniziano a fermarsi, appena vedono Didi (e a volte anche Manu iniziano) a ridere, poi a salutarlo e toccarlo - anche quando dorme, cosa che mi manda in bestia.

Didi non ha le idee ancora molto chiare in ambito di genitori e se invitato, si lascia prendere in braccio senza protestare, altra cosa che mi manda in bestia perché oltre a grandi sorrisi non capisco niente di cosa gli dicono. Oggi alla torre del tamburo ci siamo alternati nella visita e mentre aspettavo Manu e Alberto, la ragazza del controllo biglietti senza indugìo ha preso in braccio Didi e l'ha portato a far vedere ad altre 5 o 6 colleghe!

Nei siti di interesse turistico dove tutti hanno già la macchina fotografica in mano appena ci  fermiamo  finiamo circondati e Alberto é insistentemente richiesto nelle foto. Il povero Alberto, che non ha mai amato queste richieste, ha sviluppato la tattica della controoffensiva, cioè imbraccia la macchina fotografica a sua volta e si mettere a fotografare lui i curiosi!
Alcune volte, soprattutto se chi richiede foto sono genitori con pargolo ci prestiamo al gioco e poi chiediamo di fare noi le foto a loro in un tripudio di benevolenza reciproca.
Invece a Piazza Tien An men Alberto si era appena seduto ed era stanco morto quanto arrivano 4 ragazze e gli chiedono la foto. Allora io dico di no e che si era stancato "ta shi lei le" e le ragazze non si perdono d'animo, a turno lo circondano, io mi scanso e lo fotografano soddisfatte.  

In metro, dove già si sta tutti appiccicati, una vecchietta appena visto Didi non la finiva più di dire cose tipo "zhe shi bai"= questo é bianco e lo toccava in continuazione, tanto da indurci a cambiare posto.

Al palazzo d'estate per cambiare Didi il posto più imtimo che abbiamo trovato era dietro una pagodina in un angolo popolato solo da due signori cenciosi a metà tra spazzini e clochard che si sono fatti delle grasse risate alle notre spalle ed hanno tirato fuori l'immancabile telefonino per fotografarci.

Fa specie dirlo, ma evidentemente l'unica spiegazione è che da queste parti non vengono quotidianamente diffuse notizie di cronaca relative a episodi di pedofilia e simili, perchè altrimenti non si spiegherebbe questa continua e palese violazione di quel diritto alla tutela dell'immagine dei minori, in virtù del quale a scuola ti chiedono di firmare la liberatoria per poter scattare foto durante le feste di classe!


Incredibile! Anche in Cina esiste....

...una "meta turistica" non affollata!
Come avremmo potuto farci mancare anche in estremo oriente una visita al locale museo nazionale dei treni!?!?
E in questa ambitissima meta, alla periferie nord-est di pechino, incredibilmente, Didi è finalmente riuscito a farsi una bella ronfata senza problemi di su e giù dai marciapiedi, mezzi da cantiere che sferragliano e soprattutto senza folle adoranti che lo circondano.

Bisogna dire che, forse, lo scarso affollamento si poteva anche in buona misura capire perchè - a parte le dimensioni (una superficie almeno tre volte superiore a quella del padiglione ferroviario del museo di Milano) - non è che ci fosse molto altro di notevole in questa meta. Ed ecco perchè, oltre a noi, tra i visitatori c'erano solo altri 3 o 4 indigeni con prole.





giovedì 19 maggio 2011

W il Dott. Ticchi

Qualche giorno fa scopriamo un paio gran macchie rosse e gonfie sui piedini di Didi. Guardando meglio ci sembrano punture di zanzara, anche se non ne avevamo proprio sentite e applichiamo il Fargan.
Il giorno dopo le macchie sono praticamente uguali e ce ne sono pure di nuove sul polso, sulle mani e una anche in viso. Aiuto! Che non siano insetti ma intolleranza alimentare?!?!? Noooo, impossibile visto il rapporto che ha con il cibo ;-) effettivamente poi il mistero viene risolto perchè troviamo anche la zanzara - che viene immediatamente stecchita - e ri applichiamo il Fargan.

Secondo giorno in cui non si vedono miglioramenti e quelle sui piedini gli occupano tutto il dorso del piede. Siamo incerti se chiamare la pediatra poi decidiamo di aspettare ancora un giorno anche perché Didi sembra non curarsene e questa volta mettiamo la famosa crema omeopatica "PFUP (piaghe-ferite-ustioni-prurito)" preparata dal dott. Ticchi nella sua farmacia di Gradara, provincia di Pesaro e Urbino.   

E saranno i gg passati o saranno le vìrtù della crema?
I ponfi migliorano!
On the road... da Gradara a Pechino la crema del dott. Ticchi non delude mai!

Beijing - muoversi

Quando chiediamo alla reception di localizzarci qualche posto sulla mappa di Pechino, finisce immancabilmente che ci scrivono un bigliettino in caratteri e ci dicono di andare in taxi. I taxi costano poco e sembrano la soluzione per ogni destinazione.

Ma c'è sempre un ma.
Ma le nostre esperienze taxi non sono proprio tutte rose e fiori. Abbiamo sperimentato la vomitata in taxi dopo 1 ora di imbottigliamento nel traffico, abbiamo sperimentato l'attesa infinita lungo i vialoni o agli incroci con la mano alzata per trovare un taxi per il rientro, e poi i tassisti hanno sempre fretta e noi abbiamo il passeggino, gli zaini, i giochi dei bimbi in mano, i cappellini e siamo sempre in panico da aver dimenticato qualcosa appena il tassista riparte dopo averci scaricato.

Purtroppo i posti di interesse raggiungibili a piedi si limitano al parco (grande) di Chaoyang, ai centri commerciali per europei o comuqneu di lusso con prezzi anche più alti che in Italia, all'àmbasciata (ma adesso abbiamo tutto in regola) e .. basta. I percorsi sono inoltre quasi sempre a ginkana per il passeggino.
Per tutto il resto ci vuole un altro mezzo.

Cosi 2 gg fa abbiamo sperimentato il metrò dopo molte titubanze in merito all'affollamento e alla mancanza di scale mobili o ascensori. 
E invece é andata benone, forse anche perché eravamo preparati al peggio! A parte il controllo sicurezza tipo aereoporto all'ingresso, le scomodità non sono maggiori rispetto alla linea 1 o 2 del metrò milanese, solo le distanze come al solito molto maggiori sia dei percorsi che del numero di fermate per raggiungere la destinazione. Per L'Acquario 18 fermate con tanto di cambio linea!
 I cinesi poi sono molto sensibili ai bambini, così anche a metrò pieno troviamo posto a sedere perché spesso si alzano per cederci il posto.

Quasi quasi... si trovassero due bici a noleggio con seggiolini annessi......

Beijing - la città

O meglio, quello che vediamo noi della città.

Siamo alloggiati nel Chaoyang district, cioè nel quartiere delle ambasciate e degli affari.
La zona delle ambasciate é composta da edifici (relativamente) bassi, piantonati dai soldati e spesso con doppio recinto,  suddivisi in isolati separati da viali alberati. Tutto intorno é traffico, mezzi di trasporto in perenne movimento e folla, mentre qui i viali sono praticamente deserti.
Ad eccezione di questa zona, ogni volta che ci guardiamo intorno è una foresta di grattacieli. Si fa fatica anche a contare quanto alti, trenta piani e probabilmente di più. Sono grattacieli non solo gli edifici ad uso business ma anche quelli residenziali e gli immancabili shopping centre quasi quasi sfigurano non raggiungendo sempre i dieci piani.
Abbiamo pensato che questa fosse una caratterista del distretto degli affari, ma in realtà, come abbiamo potuto constatare andando fuori città a visitare la Grande Muraglia, il paesaggio é lo stesso per interi altri quartieri, molto molto più esteso della city di Londra, almeno per le mie conoscenze. Probabilmente non sapendo più come distinguere questi palazzi uffici, hanno dato libero sfogo alla fantasia e ci sono delle torri davvero impressionanti quanto a forme e dimensioni.
Una torre non lontana dall'albergo ha una facciata interamente trasformata in schermo digitale con orologio in alto e in basso schermo ad uso pubblicità che si vede a km di distanza.
A 10min a piedi dall'albergo arriviamo ad una dègli anelli ad alto scorrimento: si tratta di viali a 4-5 corsie per senso di marcia, fiancheggiate da piste ciclabili e da marciapiedi. Quando si tratta di attraversare, la sensazione é di attraversare la tangenziale e anche se regimentato da semafori, qui é chiaro che i pedoni NON hanno la precedenza.    Per fortuna esistono anche ponti sopraelevati che preferiamo con il passeggino.
Per quanto abbiamo visto, é un continuo susseguirisi di torri ad uso ufficio, altre torri ad uso residenziale e shopping centre. Ogni tanto si intravede una via con casètte di 3 o 4 piani dimesse e sporche, negozietti di generi alimentari con frutta e verdura praticamente in strada,  posti ristoro come ristorantini dall'aria sudicia o take away e immancabili beauty centre che offrono massaggi.

 Anche Luca, che vive qui da un anno e mezzo, ci ha confermato che vediamo é rappresentativo di tutta lla città. Ci sono i parchi, le zone storiche ben definite e tutto il resto é stato abbattuto e costruito in stile contemporaneo.

Due parole meritano poi i cartelloni pubblicitari: sono tutti digitali! In giro lungo le strade, alle fermate dell'autobus, in metrò, davanti all'ascensore ci sono schermi con immagini pubblicitarie che scorrono in continuo. Carta, inchiostro e colla da queste parti paiono non ricordarsi nemmeno più a cosa servano.



martedì 17 maggio 2011

Il sonno...

...si sa, è un problema che attanaglia d secoli le culture più diverse in giro per il mondo:
è incredibile osservare come già nella sola città di Pechino si riescano a incontrare sia coppie di genitori in cronica carenza di riposo (tanto da abandonare i figli al loro destino pur di schicciare un pisolino) sia poveri bambini legati al passeggino con congegni brevettati da genitori sadici per tentare di contrastare il continuo "crollo del capino" del proprio pargolo ;-))))))))
 

Jie il degustatore

Sì, sì, avete letto bene, malgrado le foto siano raccapricciati, non si tratta di Jack lo squartatore, ma solo di alcune recenti performances del nostro piccolo cinese alle prese con piatti italici (o pseudo tali), quali ad esempio "linguine alla puttaneska" o zucca al pomodoro.
In tutti i casi la soddisfazione parrebbe non mancare, non solo per i primi ma anche per il parmigiano reggiano... qualcosa ci dice che l'inserimento alimentare nel Bel paese non sarà un problema!

Due stili diversi

Ce lo si poteva aspettare, ed ecco che i due (neo) fratelli dare prova di due stili proprio diversi:

Al palazzo d'estate mentre Didi mangiava a due mani i noodles infilandòseli anche nella maglietta, Alberto sfoggiava un aplomb britannico stando seduto (stranamente dritto), indossando occhiali da sole neri a mangiare un gelato in stecco a piccoli morsi senza neanche impaciugarsi.

A tavola Alberto beve litri e mangia sempre con molte nostre insistenze, Didi mangia a volontà e beve poco.

Uno beve acqua calda, l'altro fredda.

Alberto gioca con macchinine e trenini, Didi non se li fila proprio. Didi sembra condividere il gusto cinese per la cose rumorose e vistose (che almeno si vedono bene), glì piace frugare dentro le scatole e i sacchetti, impazzisce per i cavetti del computer e i carica batteria.

Alberto per la sua età ha sempre avuto i piedoni, Didi ha i piedini.

Didi mangia la frutta e toglie accuratamente dalla sua ciotola la verdura, Alberto mangia la verdura e ama molto poco la frutta.

Alberto é sempre un po ritroso a provare cose nuove e le deve osservare ben bene da lontano, Didi si butta ovunque come un panzer.

I due giovani hanno però anche qualche cosa in comune: la passione per acqua del bagno, tanto che ultimamente fanno il bagno separatamente in modo che ciascuno si gode la vasca tutta per se.

Il gioco del "metti dentro e tira fuori" oggetti da qualsiasi contenitore chissà perché finisce per entrambi con la fase del "tira fuori"!

sabato 14 maggio 2011

Spuntini all'aperto

Di tanto in tanto può venir fatto di pensare che rimanere fuori dai ristoranti possa essere una buona soluzione per evitare il pubblico ludibrio che inevitabilmente segue a qualunque tentativo di alimentare il piccolo erede di Gegis Kahn.

Eccoci allora al gate dell'aeroporto di Hohhot nel tentativo di offrirgli qualche rondella di banana, accuratamente preparata grazie all'insostituibile ausilio di coltellino svizzero. Risultato: crisi isterica con inginocchiamento a terra perchè lui la banana la voleva INTERA IN MANO, non qualche misera rondellina! Chissà come mai, pochi minuti dopo una hostess del nostro volo si avvicina per dirci che era spiacente ma che il passeggino non poteva proprio essere caricato a bordo. Poverina, il suo tentativo di lasciarci a terra è miseramente fallito di fronte ad una delle mie ormai famose occhiate di fuoco della serie "ho ucciso per molto meno" che accompagnava la frase "At the check-in nobody told us this was a problem and I am sure this time you will find a solution".

Forti di questa e di altre esperienze nel frattempo maturate, decidiamo allora di affrontare con passeggino e vettovaglie al seguito la visita del "palazzo d'estate", enorme parco arricchito da sublimi edifici imperiali con nomi quali "il tempio della fragranza del Buddha".... Ebbene, nel corso di una breve sosta gelato mentre percorravamo il "corridoio più lungo del mondo"... l'anziano bancarellio che poco prima ci aveva venduto il cornetto si avvicina ghignando e gesticolando per indicarci sotto il passeggino: il nostro "eroe" (questa la traduzione letterale del nome Jie) si stava in quel momento godendo una ricca pisciata che, dopo aver inzuppato mutande e pantaloni nuovi, sgocciolava allegramente sul suolo imperiale.
Altro che evitare il pubblico ludibrio........

 

 

 

Gioie e dolori del giovane Alberto

Certo che, c'è poco da fare, anche per un maturo 5-enne, diventare da un giorno per l'altro fratello maggiore di un nanetto bianco tutt'altro che inerme...può essere davvero un'esperienza scioccante.
Per quanto possano averti preparato e per quanto tu possa anche averlo atteso e desiderato fino a poche ore prima, è comunque un evento che ti può cambiare profondamente.... fino addirittura a decidere di infilarti in testa una cuffia della doccia per sederti sul divano e assistere in stato catatonico ad una interminabile puntata televisiva di pseudo tele.tubbies tarocchi tutti rigorosamente in cinese! Questo fu solo l'inizio di una giornata lunga e densa di faticose interazioni col fratello-polipo, che si poté concludere solo con la meditata decisione di non poter andare a letto se non solo dopo avere riempito il letto di spazzolini e tubetti di dentifricio, dotazione di cortesia dell'hotel.

E di fronte a cotante dimostrazioni di disperazione cosa potrebbe fare un padre, se non decidere infine di venire meno anche ai propri radicati principi di sana alimentazione naturale?!?
Ecco quindi che fu in uno squallido fastfood cinese all'ultimo piano di un anonimo shopping-center "stile Rinascente", che si consumò il rito iniziatico della PRIMA coca-cola nella vita di Alberto. E io che fino all'ultimo avevo sperato che mi dicesse "blueeeh, è troppo gassata!" dovetti invece accettare l'umiliazione di sentirlo esclamare: "papà, mandiamo un messaggio alla mamma, diciamole che LA COCACOLA MI PIACE!!!".





Alberto

Per Alberto non é per niente facile.  Nel giro di un giorno si é trovato praticamente a dover condividere tutto: mamma, papà, giochi, spazi. Il nostro polipino é ovviamente molto attirato dal fratello maggiore e cerca di copiarlo come può in tutto, cosa che ovviamente irrita Alberto.  Negli spazi d'albergo non é facile riuscire a trovare spazi separati per cui fatalmente finisce che Alberto lascia un suo gioco alla portata del piccolo che infallibilmente lo prende di mira ed iniziano sceneggiate.
Cerchiamo di trovare dei momenti in cui Alberto sta da solo con mamma o con papà (più con papà per la verità), ma non sempre é sufficiente per cui in media per par condicio abbiamo due sceneggiate al giorno, una del piccolo e una del grande. Ieri ad esempio il motivo sceneggiata di Alberto al palazzo d'estate il motivo era che non abbiamo comprato nulla delle pataccate che immancabilmente tutti ti offrono. Per cui si é scatenato il pianto disperato che non gli compriamo niente, proprio quando é dal giorno precedente che sfoggia una maglietta nuova del trenino che si é scelta lui.

La gelosia nei confronti di Didi é tale che appena il fratello piccolo ha qualcosa in mano, anche non pregiato come un gioco, ma basta un pettine, Alberto gliela toglie di mano per il gusto di farlo piangere. Poiché era da due giorni che diceva che voleva prenderlo a calci ieri sera ci siamo inventati che poteva farlo con il cuscino, che tanto era bianco come il fratello e miracolosamente la cosa ha funzionato per scaricare un po di rabbia.
I cuscini in effetti sono una grande risorsa perche tutti giorni ormai abbiamo il momento battaglia dei cuscini che serve per accedere al lettone, ruzzolarsi e lanciare appunto cuscini, cadersi addosso e  stancarsi un po.

Ci sono momenti il cui il nostro grande parte per la tangente, interpreta un nostro no a modo suo e urla e si scatena la crisi di pianto. Ad esempio mentre stavano scendendo da un taxi e non gli abbiamo dato subito la ricevuta dei soldi, tenendo presente che la discesa dal taxi deve essere rapida perché i tassisti non hanno pazienza, noi dobbiamo prendere il passeggino dal bagagliaio, la ricevute dei pagamenti sono da conservare e nel caso specifico appena scesi siamo stati circondati da chi vendeva orologi e chi chiedeva l'elemosina.

Ci sono per fortuna altri momenti in cui bisogna riconoscere che Alberto é proprio bravo ed é soprattutto quando fuori albergo ci sono emergenze sceneggiate o cacca/pipi del fratellino, oppure durante il volo da Hohhot a Pechino, oppure ieri al palazzo d'estate ha camminato tutto il giorno, senza passaggi sulle spalle.

Per ora Alberto ha scoperto che un solo lato positivo di avere un fratello così ed é  che ora a tavola lui fa la figura del damerino, rispetto ai pastrocchi e alla devastazione che semina il piccolo. Il tutto é ovviamente da intendersi in termini relativi, nel senso che comuqnue ieri a tavola Alberto ha fatto cadere i bocconi di carne per terra e stamattina a colazione ha rotto un bicchiere di vetro mentre giocava con Tommaso, un altro bambino italiano di 7 anni nella sua stessa condizione di essere da poco fratello maggiore.

Insomma, noi cerchiamo di dare a ciascuno il suo ma la convivenza é appena iniziata e siamo in pieni lavori in corso!

mercoledì 11 maggio 2011

Sport nazionale cinese

Sebbene a Pechino si noti un pochino meno, abbiamo sperimentato direttamente e ci è stato confermato dalla guida che ci ha accompagnato a Hohhot che ai cinesi piacciono molto i bambini occidentali e fanno a gara a chi riesce a farsi scattare con uno di loro il maggior numero di fotografie.
Nell'ambito di questo sport Alberto è gettonatissimo e fanno a gara per salutarlo con uno squillante "hallo!", accarezzarlo sulla testa e chiederni se possono fare una foto con lui! Lui fa il timido e si schernisce, ma qualche volta alla fine ha acconsentito, come nel caso della foto.... in cui diciamo che il papà ha un pochino contribuito a insistitere ;-)

Non credette che ne valesse la pena???
 

Alimentarsi: documentazione fotografica

Senza questi documenti fotografici non si potrebbe in alcun modo apprezzare a pieno la drammatica realtà dei nostri pasti quotidiani.
Ieri sera, usciti dal ristorante cinese, siamo dovuti rientrare per recuperare la ricevuta... e abbiamo trovato la cameriera che guardava atterrita il nostro tavolo con una mano sulla fronte, comunicazione non verbale internazionalmente condivisa!

martedì 10 maggio 2011

Bere

Anche bere é una cosa seria.
E ovviamente quando Didi beve é fatalità che gli finisca sempre del liquido addosso.
Dalla ciotola beve come si vede nei cartoni animati, schiacciandosela contro la faccia e portando la testa indietro per essere ben sicuro di scolarla tutta.
Questa modalità si applica indipendentemente dal liquido contenuto nella ciotola, per cui adesso abbiamo imparato a riempirla sempre poco alla volta.

Bere però si porta dietro qualche complessità logistica che non avremmo immaginato.
Abbiamo scoperto che i cinesi bevono sempre acqua calda. Perché? Perché glielo ha detto il dottore!

La nostra guida a Hohhot ci ha spiegato che secondo la medicina cinese non fa bene ingerire liquidi freddi per cui dappertutto(ristoranti compresi) quando si beve l'acqua é calda e quando i cinesi si portano via da bere usano il termos.

La tata ci ha spiegato che anche Didi é abituato così e inoltre che tre volte al giorno beveva latte in polvere ( della nestle! ).
Dopo la prima disavventura capitata al tempio buddista in cui eravamo sprovvisti di acqua calda per il latte in polvere, e qualche occhiata perplessa della guida quando davamo da bere acqua della bottiglia, abbiamo deciso di dotarci anche noi di terrmos.

Ecco, peccato che a questo punto Alberto abbia fatto presente che a lui l'acqua piace fredda....
Ci siamo pertanto dotati di DUE termos, uno per l'acqua calda e uno per l'acqua fredda; e da adesso, quando andiamo in giro oltre ai due termos, abbiamo anche l'acqua a temperatura ambiente per i genitori!!


Mangiare

Mangiare é una cosa seria.
Ogni volta che é il momento, il nostro Didi (in cinese significa fratello minore) ci si avventa con entusiasmo, a dir poco travolgente.
Al punto che ogni pasto diventa una avventura.

Appena Didi vede che c'è qualcosa in un qualsiasi piatto cerca di buttarsici sopra e inizia a strillare se non riesce immediatamente a mettere qualcosa in bocca, meglio se usando entrambe le mani. Si riempie la bocca a tal punto che almeno un paio di volte pensavo stesse soffocando ed ero pronta a cacciargli un dito in bocca per svuotargliela.

Inoltre Didi é permaloso quando si tratta di cibo e mal tollera che qualcuno gli dia da mangiare oppure che qualcuno gli offra dei piccoli pezzi se a portata della sua vista esiste un pezzo più grande.
Quando usa il cucchiaio la percentuale di cibo che centra il bersaglio (= bocca) e del 50%, ùn po superiore quando usa le due mani. E facile immaginare dove finisca il resto....

Oggi in aereoporto, aspettando di imbarcarci abbiamo fatto uno spuntino con crackers e banana. Appena vista la banana me l'ha presa di mano e solo dopo aver addentato la buccia ha capito che potevo essere di aiuto e sbucciarla.
Avendo io il controllo dell'oggetto commestibile ho staccato un pezzetto e glielo ho offerto, ma la manovra si é rivelata di poco gradimento, perché Didi é scoppiato a strillare e si é sdraiato per terra a faccia in giu a piangere. Solo con la banana intera in mano e la bocca piena é tornato il buon umore. Comunque, poiché una banana intera era troppa, é stato necessario tenere in mano il pezzo residuo di banana fino al momento di sedersi al nostro posto in aereo, passandoselo da una mano all'altra se c'erano altre cose interessanti da toccare.

In aereo poi siamo andati in crescendo. Arrivato il momento del decollo didi non ne voleva sapere si stare cinturato, ne sul suo posto nè in braccio a me ed ha iniziato a piangere e strillare e più cercavo di consolarlo peggio era, il bicchiere con l'acqua per poco non me lo tirava dietro ed era entrato in pieno di loop di disperazione.
Dopo un quarto d'ora di strilli e nostre manovre senza succeso, un signore gli mette in bocca una ùvetta e in mano la scatolina delle uvette.
Magico signore e magiche uvette! Come per incanto Didi si placa, si spegne e si impegna a strafogarsi di uvette. Torna il buon umore e una volta che é pieno come un uovo arriva anche il momento della generosità in cui offre uvette al fratello , alla mamma e al papà.
A questo punto però é il momento dello snack in aereo e ai bambini viene offerto un succo di frutta di quelli da bere con la cannuccia.
E se Alberto beve il suo succo, anche Didi deve avere il suo!
La cannuccia per bere é una bella scoperta, recente però,  in quanto avvenuta la sera precedente e quindi ancora con tecnica da perfezionarsi...
Con questo intendo dire che dopo qualche tentativo per evitare che si sporcasse  schiacciando il contenitore del succo, ho abbandonato l'impresa lasciando che gli zampillasse succo in faccia, sulla maglietta, sui pantaloni, sul sedile, etc etc etc...
Il massimo é stato però raggiunto in fase di atteraggio, quando di Didi é stato messo (sempre con il pacchetto di uvette in mano) in braccio a suo papà. Un colpo di tosse gli é stato fatale e abbiamo potuto sperimentare anche il vomito in aereo!

In considerazione di quanto sopra descritto, quando andiamo al ristorante abbiamo sviluppato la seguente strategia:  Didi sul seggiolone, davanti a lui spazio sgombro di qualsiasi cosa, posate comprese, a sua portata di mano. Appena arriva qualcosa si fa una mini porzione che viene offerta. Se siamo fortunati inizia bene così, altrimenti,  ad esempio é troppo caldo o non buono, il piatto ed eventualmente posata di cui é stato dotato viene sbattuto via e iniziano le proteste. Se siamo rapidi allontaniamo il piatto, altrimenti capita che sia rovesciato e che comunque qualcosa schizzi fuori. E proseguiamo così per tentativi per scoprire cosa funziona e cosa no.
Dopo ogni pasto il nostro tavolo (sopra e sotto) diventa uno spettacolo d'arte astratta con macchie di colore ovunque. Dopo i primi due pasti così allo Sheraton abbiamo perso il senso della vergogna e ormai ci viene anche da ridere quando Didi ìnventa una nuova performance.

La tata dell'istituto ci aveva detto che non é schizzinoso, che mangia di tutto e che non ha un cibo preferito.  in questi giorni in realtà abbiamo visto che va pazzo per i noodles, per gli. spaghetti di soia, le verdure sono tutte schifate e accuratamente allontanate dal suo piatto quando le riconosce. La frutta piace molto.

Riguardo ai motivi di questa passione per il cibo, non credo che Didi in istituto abbia patito la fame.  É ben pasciuto e quando siamo andati a Baotou gli hanno immediatamente messo dei dolci in mano.
Cì sarà la novità di sapori diversi e poi Didi sarà fatto così, uno a cui il cibo da soddisfazione!

venerdì 6 maggio 2011

6 maggio

Oggi mattinata di formalità con intervistina davanti al notaio, un sacco di firme su documenti vari in cinese e inglese, consegna dei nostri doni ai funzionari. Nello stile voluto dai cinesi tutto ciò in una sala riunioni dello sheraton, molto in stile business.

Veniamo a Jie e intanto lo ringraziamo perché la prima notte é passata liscissima.
Innanzi tutto il nome: il nome Jie non se lo fila proprio e pare invece prestare attenzione al soprannome xiao bai (= piccolo bianco).
É proprio un bel bimbo, curioso di tutto, molto interessato al cibo e a guardare e possibilmente imitare cosa fa il fratello. Parla tanto e ovviamente non capiamo praticamente niente, cosa che deve essere frustrante anche per lui. Ci intendiamo sulla pipi (niao niao), sulle scarpe (xie), sul bere acqua (he shui), mentre abbiamo ancora da migliorare la cacca in quanto in due giorni di é cagato nei pantaloni due volte. La sua tata dice che lui avverte e ci ha detto come, ma noi non l'abbiamo mai sentito dire cosi.

Cercheremo di imparare ancora qualche altra parola di cinese perche Xiao Bai, quando la nostra guida gli spiega le cose in cinese sembra intendere e essere quasi ragionevole.  

L'impressione é che in istituto l'ambiente. fosse super super protetto, così é tutto nuovo per il piccolo. non sembra molto abituato neanche a stare all'aperto perché il vento lo infastidisce e qui ce ne é sempre tanto. Oggi abbiamo giocato a bolle di sapone in uno spiazzo antistante all'albergo. C'era vento cosi forte che le bolle volavano via subito e xiao bai ci ha impiegato un po prima di riuscire a vederle e provare a prenderle. Ferme e pertanto molto più interessanti si sono rivelate le piante delle aiuole in quanto dalla curiosità riservata a toccarle pare che anche queste siano cosa nuova.

Vediamo a gege ossia al fratello maggiore: ieri é stato bravissimo e oggi il fastidio di avere sempre tra i piedi uno che tocca i suoi giochi non é stato di certo nascosto!!
Prendendo a pretesto la dìvesità del cibo, Alberto fa il super difficile quando si tratta di mangiare e richiama l'attenzione facendosi pregare per mangiare cose abituali, ad esempio l'uovo sodo o il riso.
Oggi allo shopping center abbiamo si é fatto portare in braccio e ìeri sera a cena mentre Jie era in braccio a Manu, lui ha cenato im braccio a me.
Oltre al fastidio però c'è anche tanta curiosità verso il fratellino e oggi ha provato a prenderlo in braccio,  accarezzargli i capelli (forse non proprio  delicatamente) e più o meno saltargli addosso mentre Jie cercava di ìmitare i suoi salti sul lettone.

Merita infine due parole anche l'ambiente esterno: alieno! E non perchè le persone siano scortesi o ostili, anzi.tutti sembrano gentili e disponibili, magari anche solo per formalità, ma il problema é che non ci si capisce proprio. 
Ieri abbiamo provato ad andare allo shopping center che la guida ci aveva mostrato il giorno del nostro arrivo per comprare qualche vestito per il piccolo.
A piedi sono 15 minuti, di strada in cui anche il concetto di pedone é poco considerato, figuriamoci di passeggino! C'è un incrocio tra due strade da 8 corsie ciascuna governato da un semaforo che é considerato più un suggerìmento che una regola. Lo shopping center é grande, tipo rinascente; oggi abbiamo scoperto che vicini ce ne sono tre e che si chiamano tutti uguali. Le scritte sono solo in cinese e le commesse non parlano inglese, quindi anche capire dove sono le cose che ci interessano é una impresa. Allo shopping center dovrebbero fare pagare il biglietto di ingresso quando noi entriamo in quanto diventiamo la vera attrazione. Oggi siamo ritornati, ma accompagnati dalla guida, e mentre io con Alberto e la guida cercavamo cose, attorno a Manu e Jie si é riunito un capannello di una decine di commesse curiose e divertite.
Anche le taglie e anche la scontistica sui prezzi é tutto diverso.
Il coronamento della gita odierna allo shopping center é stato il rientro in taxi: sempre grazie alla guida siamo riusciti a prenderne uno. Sedili sfondati coperti da una specie di tappeto tipo moquette dall'aspetto polveroso, grata di ferro che separa il conducente dai passeggeri, discussione tra guida e tassista sul percorso da seguire, slalom tra le macchine sulla strada a 4 corsie!
Come é come non é, stasera abbiamo cenato in camera.


Oggi è ufficiale

...abbiamo ricevuto il certificato timbrato e quindi ormai non ci sono più dubbi.... e si può stampare la prima foto scattata ieri!
Speriamo di riuscire presto a fare scatti migliori della famiglia a 4, ma per ora vi lasciamo questa prima immagino del piccolo "polipo" (non tiene le mani ferme un attimo) con in fronte il suo bollino rosso che da queste parti disegnano solo per le occasioni importanti.
Insieme al certificato oggi abbiamo ricevuto anche ringraziamenti e piccoli regali da parte dell'istituto dove ci pare proprio lo abbiano curato con grande amore.


Oggi è ufficiale

...abbiamo ricevuto il certificato timbrato e quindi ormai non ci sono più dubbi.... e si può stampare la prima foto scattata ieri!
Speriamo di riuscire presto a fare scatti migliori della famiglia a 4, ma per ora vi lasciamo questa prima immagino del piccolo "polipo" (non tiene le mani ferme un attimo) con in fronte il suo bollino rosso che da queste parti disegnano solo per le occasioni importanti.
Insieme al certificato oggi abbiamo ricevuto anche ringraziamenti e piccoli regali da parte dell'istituto dove ci pare proprio lo abbiano curato con grande amore.

mercoledì 4 maggio 2011

Prima mezza giornata pechinese

Sbarcati all'aeroporto (incredibilmente con tutti i bagagli spediti) siamo stati accolti da un simpatico cinesone che di inglese non spiccica una parola, ma in compenso che ride sempre e parla cinese con lo stesso accento comico del famoso cuoco del film di Thomas Millian "Omicidio al ristorante cinese" (quello per intenderci specializzato nella preparazione di "liso imbottito con folmiche").
Albergo non male e in zona (relativamente) tranquilla per essere a Pechino.
Schivando bici e motorini elettrici a gogo siamo poi andati a fare un primo giro al Parcone vicino all'albergo, decisamente invidiabile per dimensioni e ricchezza di attrazioni (anche se tutte chiuse).
 Alle 7, ormai distrutti dalla passeggiata e dal jetlag ci siamo avventurai nel primo risotrante cinese suggerito dalle molte altre coppie che ci hanno preceduto, specializzato in ravioli di tutti i tipi. I colori sono indubbiamente accattivanti, ma per Alberto bacchette e ravioli smorzano gli entusiasmi famelici... e se manda giù due bocconi è già un successo.
Chiudiamo la giornata con "Mamma, ma Jié avrà sempre gli occhi a mandorla?", "Certo", "Ah... pensavo che dopo un po' gli sarebbero diventati come i nostri...".

lunedì 2 maggio 2011

uffa, ma quando ci danno 'sti biglietti?!

-16 h alla partenza...

Finalmente le valigie si riescono a chiudere... anche se l'unico modo è sedercisi sopra: 2 bisonti + 3 zaini, anzi 4 se si conta pure quello di Alberto. Il controllo del peso ci rifiutiamo di farlo, tanto per fortuna anche Alberto ha diritto ai suoi bravi 20 kg di bagaglio!
Partenza da Linate alle 17, passaggio da Roma e arrivo a Pechino alle 13 di martedì. Mercoledì altro volo per arrivare fino a Hohhot, capitale della provincia della Mongolia Interna. Una prima notte nell'hotel extra lusso e poi finalmente l'incontro...
per ora è meglio andare a letto.