Di tanto in tanto può venir fatto di pensare che rimanere fuori dai ristoranti possa essere una buona soluzione per evitare il pubblico ludibrio che inevitabilmente segue a qualunque tentativo di alimentare il piccolo erede di Gegis Kahn.
Eccoci allora al gate dell'aeroporto di Hohhot nel tentativo di offrirgli qualche rondella di banana, accuratamente preparata grazie all'insostituibile ausilio di coltellino svizzero. Risultato: crisi isterica con inginocchiamento a terra perchè lui la banana la voleva INTERA IN MANO, non qualche misera rondellina! Chissà come mai, pochi minuti dopo una hostess del nostro volo si avvicina per dirci che era spiacente ma che il passeggino non poteva proprio essere caricato a bordo. Poverina, il suo tentativo di lasciarci a terra è miseramente fallito di fronte ad una delle mie ormai famose occhiate di fuoco della serie "ho ucciso per molto meno" che accompagnava la frase "At the check-in nobody told us this was a problem and I am sure this time you will find a solution".
Forti di questa e di altre esperienze nel frattempo maturate, decidiamo allora di affrontare con passeggino e vettovaglie al seguito la visita del "palazzo d'estate", enorme parco arricchito da sublimi edifici imperiali con nomi quali "il tempio della fragranza del Buddha".... Ebbene, nel corso di una breve sosta gelato mentre percorravamo il "corridoio più lungo del mondo"... l'anziano bancarellio che poco prima ci aveva venduto il cornetto si avvicina ghignando e gesticolando per indicarci sotto il passeggino: il nostro "eroe" (questa la traduzione letterale del nome Jie) si stava in quel momento godendo una ricca pisciata che, dopo aver inzuppato mutande e pantaloni nuovi, sgocciolava allegramente sul suolo imperiale.
Altro che evitare il pubblico ludibrio........


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