Oggi mattinata di formalità con intervistina davanti al notaio, un sacco di firme su documenti vari in cinese e inglese, consegna dei nostri doni ai funzionari. Nello stile voluto dai cinesi tutto ciò in una sala riunioni dello sheraton, molto in stile business.
Veniamo a Jie e intanto lo ringraziamo perché la prima notte é passata liscissima.
Innanzi tutto il nome: il nome Jie non se lo fila proprio e pare invece prestare attenzione al soprannome xiao bai (= piccolo bianco).
É proprio un bel bimbo, curioso di tutto, molto interessato al cibo e a guardare e possibilmente imitare cosa fa il fratello. Parla tanto e ovviamente non capiamo praticamente niente, cosa che deve essere frustrante anche per lui. Ci intendiamo sulla pipi (niao niao), sulle scarpe (xie), sul bere acqua (he shui), mentre abbiamo ancora da migliorare la cacca in quanto in due giorni di é cagato nei pantaloni due volte. La sua tata dice che lui avverte e ci ha detto come, ma noi non l'abbiamo mai sentito dire cosi.
Cercheremo di imparare ancora qualche altra parola di cinese perche Xiao Bai, quando la nostra guida gli spiega le cose in cinese sembra intendere e essere quasi ragionevole.
L'impressione é che in istituto l'ambiente. fosse super super protetto, così é tutto nuovo per il piccolo. non sembra molto abituato neanche a stare all'aperto perché il vento lo infastidisce e qui ce ne é sempre tanto. Oggi abbiamo giocato a bolle di sapone in uno spiazzo antistante all'albergo. C'era vento cosi forte che le bolle volavano via subito e xiao bai ci ha impiegato un po prima di riuscire a vederle e provare a prenderle. Ferme e pertanto molto più interessanti si sono rivelate le piante delle aiuole in quanto dalla curiosità riservata a toccarle pare che anche queste siano cosa nuova.
Vediamo a gege ossia al fratello maggiore: ieri é stato bravissimo e oggi il fastidio di avere sempre tra i piedi uno che tocca i suoi giochi non é stato di certo nascosto!!
Prendendo a pretesto la dìvesità del cibo, Alberto fa il super difficile quando si tratta di mangiare e richiama l'attenzione facendosi pregare per mangiare cose abituali, ad esempio l'uovo sodo o il riso.
Oggi allo shopping center abbiamo si é fatto portare in braccio e ìeri sera a cena mentre Jie era in braccio a Manu, lui ha cenato im braccio a me.
Oltre al fastidio però c'è anche tanta curiosità verso il fratellino e oggi ha provato a prenderlo in braccio, accarezzargli i capelli (forse non proprio delicatamente) e più o meno saltargli addosso mentre Jie cercava di ìmitare i suoi salti sul lettone.
Merita infine due parole anche l'ambiente esterno: alieno! E non perchè le persone siano scortesi o ostili, anzi.tutti sembrano gentili e disponibili, magari anche solo per formalità, ma il problema é che non ci si capisce proprio.
Ieri abbiamo provato ad andare allo shopping center che la guida ci aveva mostrato il giorno del nostro arrivo per comprare qualche vestito per il piccolo.
A piedi sono 15 minuti, di strada in cui anche il concetto di pedone é poco considerato, figuriamoci di passeggino! C'è un incrocio tra due strade da 8 corsie ciascuna governato da un semaforo che é considerato più un suggerìmento che una regola. Lo shopping center é grande, tipo rinascente; oggi abbiamo scoperto che vicini ce ne sono tre e che si chiamano tutti uguali. Le scritte sono solo in cinese e le commesse non parlano inglese, quindi anche capire dove sono le cose che ci interessano é una impresa. Allo shopping center dovrebbero fare pagare il biglietto di ingresso quando noi entriamo in quanto diventiamo la vera attrazione. Oggi siamo ritornati, ma accompagnati dalla guida, e mentre io con Alberto e la guida cercavamo cose, attorno a Manu e Jie si é riunito un capannello di una decine di commesse curiose e divertite.
Anche le taglie e anche la scontistica sui prezzi é tutto diverso.
Il coronamento della gita odierna allo shopping center é stato il rientro in taxi: sempre grazie alla guida siamo riusciti a prenderne uno. Sedili sfondati coperti da una specie di tappeto tipo moquette dall'aspetto polveroso, grata di ferro che separa il conducente dai passeggeri, discussione tra guida e tassista sul percorso da seguire, slalom tra le macchine sulla strada a 4 corsie!
Come é come non é, stasera abbiamo cenato in camera.
Racconto di una spedizione familiare in estremo oriente per un incontro molto speciale
venerdì 6 maggio 2011
6 maggio
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